Ha sempre puntato sulla qualità e i suoi gusti vanno alla conquista dei più prestigiosi concorsi. Leonardo la Porta, Presidente del Comitato Gelatieri Piemonte e Referente regionale dell’Associazione Gelatieri, racconta la bontà del gelato vista dalla gelateria Miretti di Torino.
Ha sempre puntato sulla qualità e i suoi gusti vanno alla conquista dei più prestigiosi concorsi. Leonardo la Porta, Presidente del Comitato Gelatieri Piemonte e Referente regionale dell’Associazione Gelatieri, racconta la bontà del gelato vista dalla gelateria Miretti di Torino.
Che cosa è secondo lei la qualità nell’ambito della gelateria?
«Gestisco da trent’anni questa attività. Si tratta di un bar gelateria, e appena iniziato mi sono chiesto quali fossero le cose necessarie. Ovviamente caffè e gelato. Così abbiamo iniziato a realizzare la nostra miscela di caffè di produzione propria. E nel gelato abbiamo seguito la stessa regola: facciamo tutto in casa. Il gelato alla frutta è fatto con frutta fresca, prepariamo uno sciroppo di acqua e zucchero da unire alla frutta , e abbattiamo e mettiamo da parte la frutta di stagione per poterci permettere tutti i gusti tutto l’anno: le fragole a gennaio non sono impossibili in questo modo».
La qualità premia?
«Abbiamo vinto diverse gare. Non ultimo il Gelato World Tour Carpignani, qui a Torino, ci ha visti premiati per il gelato popolare: abbiamo proposto la “crema San Giovanni”, in onore del santo patrono di Torino. È un gusto che si rifà al pane della carità: alla metà dell’Ottocento veniva donato alle autorità ed era profumato con pepe e zafferano. Profumi che ritornano nel mio gelato».
Un altro gusto che ritenga rappresentativo della sua produzione?
«Cerco sempre di affiancare alla linea base dei gusti creativi. Uno a cui tengo molto è quello realizzato per il Bocuse d’oro: chiedevano un gusto che fosse legato alla tradizione piemontese, così ho preparato un gianduia senza latte».
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